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All'Arca le persone con un handicap sono al cuore della comunità. E ogni comunità tenta di rispondere ai bisogni fondamentali del cuore umano: avere una casa dove ci si sente "a casa propria", aver un "lavoro" che aiuti a crescere, il diritto di imparare, di partecipare e contribuire alla vita che ci circonda, di condividere la propria vita con delle persone che ci amano.

Le persone con un handicap non sono dei "pazienti", ma persone che ci chiedono di condividere l'esistenza attraverso relazioni fondamentali di fiducia, semplicità e verità.

Chi sente il desiderio di vivere questa esperienza lo può fare come "assistente" o come "amico".

Essere assistente all'Arca cosa significa? | Ed essere amico?



Significa fare un tratto di strada assieme, condividere un pezzo della propria storia fra i gesti di tutti i giorni che portano a riconoscere il valore della propria vita, il valore della vita di ciascuno, qualsiasi siano le sue capacità. Significa aiutarsi reciprocamente a dare il meglio di sé momento dopo momento, nella libertà di essere come si è, sapendo che la persona che ci sta accanto non giudica, ma ha la capacità di accogliere profondamente.

Per essere assistente non è necessario avere esperienza in questo campo, ma bisogna che tu sia pronto/a e aperto/a ad imparare dalle persone con un handicap, a lasciarti trasformare da loro. Le responsabilità pratiche e i tipi di impegno possono variare a seconda dei bisogni delle persone accolte nella comunità e del tuo cammino personale.

Concretamente si tratta di fare assieme le cose di ogni giorno

  • nella casa: preparare un pasto assieme ad altri, fare la spesa, fare le pulizie e avere cura dell'ambiente in cui si vive, aiutare una persona ad avere cura di sé, alzarsi, vestirsi, mangiare, camminare o accompagnare qualcuno dal medico…
  • nel laboratorio: sostenere le attività delle persone con handicap promuovendo l'espressione e le capacità di ciascuno, mangiare assieme, uscire e fare gite…
  • nel contesto comunitario: preparare le feste e le celebrazioni, partecipare agli incontri di formazione, alle riunioni che strutturano la vita della comunità, andare in vacanza, divertirsi assieme e mantenere vivi i legami con vicini di casa e amici…

Come assistente hai la possibilità di vivere in un focolare dell'Arca, farne "la tua casa" e la tua missione, oppure di trovare nella comunità un luogo di lavoro che non sia soltanto un mestiere ma un'esperienza che ti coinvolge come persona nella tua interezza.

Essere assistente all'Arca cosa significa? | Ed essere amico?

L'Arca è un luogo che celebra i doni della persona con handicap: l'accoglienza, la semplicità, la spontaneità, la trasparenza e riconosce i suoi doni come fonte di unità. Per diventare amici è necessario dedicare del tempo per familiarizzare l'uno con l'altro, per conoscersi e rendere saldi legami che sono importanti per la vita di ciascuno.

Come disse la volpe al Piccolo Principe: "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi" ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...".
"Io sono responsabile della mia rosa" ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
(da Antoine de Saint Exupery, Il Piccolo Principe)

Non tutti possono o vogliono vivere a tempo pieno all'Arca, ma attraverso il volontariato scoprirai diversi modi di arricchire la vita delle persone con un handicap aprendo relazioni esterne alla comunità. Andare a prendere un caffè o al cinema, approfittare di un sabato pomeriggio per fare una passeggiata, venire per un pasto nel focolare o invitare a casa tua una persona con handicap ti aprirà al confronto con nuove prospettive di vita.