All'Arca le persone con un handicap sono al cuore della comunità.
E ogni comunità tenta di rispondere ai bisogni fondamentali
del cuore umano: avere una casa dove ci si sente "a casa propria",
aver un "lavoro" che aiuti a crescere, il diritto di imparare,
di partecipare e contribuire alla vita che ci circonda, di
condividere la propria vita con delle persone che ci amano.
Le persone con
un handicap non sono dei "pazienti", ma persone che ci chiedono
di condividere l'esistenza attraverso relazioni fondamentali
di fiducia, semplicità e verità.
Chi sente il
desiderio di vivere questa esperienza lo può fare come "assistente"
o come "amico".
Significa fare un tratto di strada assieme, condividere un
pezzo della propria storia fra i gesti di tutti i giorni che
portano a riconoscere il valore della propria vita, il valore
della vita di ciascuno, qualsiasi siano le sue capacità. Significa
aiutarsi reciprocamente a dare il meglio di sé momento dopo
momento, nella libertà di essere come si è, sapendo che la
persona che ci sta accanto non giudica, ma ha la capacità
di accogliere profondamente.
Per essere assistente
non è necessario avere esperienza in questo campo, ma bisogna
che tu sia pronto/a e aperto/a ad imparare dalle persone con
un handicap, a lasciarti trasformare da loro. Le responsabilità
pratiche e i tipi di impegno possono variare a seconda dei
bisogni delle persone accolte nella comunità e del tuo cammino
personale.
Concretamente
si tratta di fare assieme le cose di ogni giorno
- nella casa: preparare un
pasto assieme ad altri, fare la spesa, fare le pulizie e
avere cura dell'ambiente in cui si vive, aiutare una persona
ad avere cura di sé, alzarsi, vestirsi, mangiare, camminare
o accompagnare qualcuno dal medico…
- nel laboratorio: sostenere
le attività delle persone con handicap promuovendo l'espressione
e le capacità di ciascuno, mangiare assieme, uscire e fare
gite…
- nel contesto comunitario:
preparare le feste e le celebrazioni, partecipare agli incontri
di formazione, alle riunioni che strutturano la vita della
comunità, andare in vacanza, divertirsi assieme e mantenere
vivi i legami con vicini di casa e amici…
Come assistente hai la possibilità
di vivere in un focolare dell'Arca, farne "la tua casa" e
la tua missione, oppure di trovare nella comunità un luogo
di lavoro che non sia soltanto un mestiere ma un'esperienza
che ti coinvolge come persona nella tua interezza.
L'Arca è un
luogo che celebra i doni della persona con handicap: l'accoglienza,
la semplicità, la spontaneità, la trasparenza e riconosce
i suoi doni come fonte di unità. Per diventare amici è necessario
dedicare del tempo per familiarizzare l'uno con l'altro, per
conoscersi e rendere saldi legami che sono importanti per
la vita di ciascuno.
Come disse la
volpe al Piccolo Principe: "Ecco il mio segreto. È molto
semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile
agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi" ripeté il piccolo
principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto
la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa" sussurrò
il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non
la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di
quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua
rosa...".
"Io sono responsabile della mia rosa" ripetè il piccolo
principe per ricordarselo.
(da Antoine de Saint Exupery, Il Piccolo Principe)
Non tutti possono
o vogliono vivere a tempo pieno all'Arca, ma attraverso il
volontariato scoprirai diversi modi di arricchire la vita
delle persone con un handicap aprendo relazioni esterne alla
comunità. Andare a prendere un caffè o al cinema, approfittare
di un sabato pomeriggio per fare una passeggiata, venire per
un pasto nel focolare o invitare a casa tua una persona con
handicap ti aprirà al confronto con nuove prospettive di vita.
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